lunedì 15 gennaio 2018

Quindici gennaio


"Fuori dell'aula, sulla strada,
ma in mezzo al fuori, anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno, ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera."

Fabrizio De André.

lunedì 8 gennaio 2018

PROCESSO AGLI ANTIFASCISTI FIORENTINI: LA DATA ESATTA E' LUN. 15 GENNAIO


ATTENZIONE: PER UN ERRORE DI COMUNICAZIONE  NON DOVUTO ALLA NOSTRA VOLONTA' ERA STATA INDICATA COME LUN. 22 GENNAIO LA DATA DEL PROCESSO AGLI ANTIFASCISTI FIORENTINI. (v. link) LA DATA ESATTA (CORRETTA COMUNQUE GIA' ANCHE NEL POST ORIGINALE) E':

LUNEDI' 15 GENNAIO ORE 10
PRESSO PALAZZO DI GIUSTIZIA V.LE GUIDONI.

Contiamo comunque su una presenza massiccia
L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA.

domenica 7 gennaio 2018

15 GENNAIO: ANTIFASCISTI A PROCESSO


15 GENNAIO 2018: 
ANTIFASCISTI FIORENTINI A PROCESSO

Il 15 gennaio 2018 avrà luogo il processo a 10 antifascisti fiorentini accusati della partecipazione alla mobilitazione del 6 dicembre 2014 alle Piagge, organizzata per impedire la “Tor Sapienza” fiorentina da parte di Forza Nuova. I dieci antifascisti sono accusati di avervi partecipato per impedire un atto di barbarie fascista, prepotente e violenta. Sono stati accusati di detenzione di arma impropria per essersi a stento difesi, con le aste delle bandiere, dall'aggressione dei Carabinieri.

Noi pensiamo che il processo andrebbe piuttosto fatto a coloro che, con il potere delle armi, con palese atteggiamento di connivenza con i fascisti e di odio verso gli antifascisti, hanno “tenuto la piazza” in nome dell' “ordine”. Ci opponiamo all'idea che dei compagni e delle compagne siano processati per antifascismo.

Lanciamo un appello a tutti gli antifascisti fiorentini a presenziare all'udienza del 15 gennaio, durante la quale saranno sentiti i testimoni dell'accusa (o meglio, gli inquisitori), per vigilare e smascherare il castello inquisitorio ordito dalla DIGOS fiorentina.

L'antifascismo, che si oppone alla barbarie del capitalismo e del patriarcato, NON SI PROCESSA. RIVENDICHIAMO L'ANTIFASCISMO SENZA SE E SENZA MA.


LUNEDI' 15 GENNAIO 2018 ALLE ORE 10
PALAZZO DI GIUSTIZIA – V.LE GUIDONI (bus 22 / 23)
APPELLO ALLA PRESENZA IN SOSTEGNO
DEGLI ANTIFASCISTI FIORENTINI A PROCESSO!



sabato 23 dicembre 2017

CAPODANNO A I' ROVO - Anno Secondo



L'anno scorso era stata quasi un'improvvisata, quella di fare i' Capodanno a i'Rovo. Icché si fa?.... 'E s'organizza quarcheccosa fra noi....? Ma sì và.....alla bòna.... Risultato: s'era più di trenta, con una quantità di roba fatta ammodino che i' cenone d'i ristorantone gli aveva a impallidire. E quindi, quest'anno, s'è deciso di fare le cose un po' meno "alla bòna", e pure con musicanti, balli e iniziativa pirotecnica. Quindi, se naturalmente non hai di meglio da fare (tipo guardare la TV con gli epigoni di Pippo Baudo che fanno il conto alla rovescia da un anno di merda all'altro), potresti prendere in considerazione l'idea di venire a I' Rovo.

CAPODANNO A I' ROVO
Via del Guarlone 25 - zona Coverciano - Bus 20 capolinea via Comparetti - Stazione FS Rovezzano

- CENONE AUTOGESTITO DALLE ORE 20,30 IN POI
Antipasti, primi , olio nòvo, pane sardo, secondi, lenticchie, dolci, vino & spumante
anche per vegetariani e vegan
EURO 10

- MUSICA CON:
SUONATORI TERRA TERRA (Pontassieve)
MARCO CHIAVISTRELLI (Pontedera)
CICO E LE SUE DANZE TOSCANE

(S'era provato a chiamare anche i Rolling Stones, ma sono occupati. Forse vengono i' prossim'anno)

- INIZIATIVA PIROTECNICA
Altamente spettacolare e di grande impatto sociopolitico

INSOMMA VI S'ASPETTA TUTTI A I' ROVO
DOMENICA 31 DICEMBRE 2017 dalle 20.30

"L'anno che sta arrivando tra un anno passerà...
Io mi sto preparando: è questa la novità" (Lucio Dalla, 1979)

martedì 21 novembre 2017

Sabato 25 novembre: CENA DI FINANZIAMENTO PER IL FONDO



Quasi trent'anni di storia, al Fondo Comunista: una storia di lotte e di azione. Una storia che proprio non ha nessuna intenzione di terminare, e nemmeno di affievolirsi. Per questo organizziamo oramai con una certa frequenza delle iniziative di finanziamento: non sono mai fini a se stesse, ma servono sia per far conoscere e diffondere le tante attività del Collettivo, sia per permettergli di vivere e di far fronte alle tante spese per le quali non godiamo certo di "sponsor". Non siamo certamente una sorta di holding come i fascistelli di "CaSSapound" o roba(ccia) del genere. Siamo una realtà di quartiere che si è guadagnata tutto con la lotta per chi, alle Minime, ci abita e ci vive; e non sarà certo un caso se, alle suddette Minime, fascisti, fascistelli ecc. non mettono nemmeno il nasino caccoloso

Non è certamente solo questo, e scusate se -una volta tanto- presentiamo la cosa un po' "alla Minimina"; ma Sabato 25 novembre alle ore 20.30, organizziamo una cena di finanziamento al prezzo di 10 euro presso il Fondo Comunista (via Rocca Tedalda 277, dietro l'Ufficio Postale). Con cinghiale e polenta, insalata di patate e altri contorni. Più pane, vino e olio bono.  

Insomma, venite tutt* quant* a darci una mano, ché vi si fa mangiare bene, stare bene per una serata e anche un po' pensare a questi tempi carogneschi, ai decreti Minniti, ai fascisti che scorrazzano ben pasciuti di quattrini e di merda, a una storia, a un quartiere, a un sogno che non vuole dissolversi.

Al Fondo Comunista, se non arrivate con un catorcio di macchina che ci avete, si arriva con un proletario bus 14 sempre in ritardo (capolinea Via Ripa), col treno da Firenze SMN (partenza ore 18.22, 19.22 e 20.22) alla stazione di Firenze Rovezzano, in bicicletta, a piedi, con la mongolfiera e con una falce e martello volante. In culo a tutti loro.

venerdì 6 ottobre 2017

Poble armat, poble respectat




Non è certo specialmente in questi giorni di “avvenimenti pressanti” che ci siamo posti la questione del cosiddetto “indipendentismo”, che riguardi la Catalogna o qualsiasi altro territorio del mondo. Parlare di “indipendentismo”, a nostro parere, dovrebbe generare una questione assai più significativa e reale: da che cosa si dovrebbe essere indipendenti? La risposta, in definitiva, non è poi così complessa. La “Spagna” è uno stato “sovrano” imposto, come tutti gli altri. Non è meno imposto dell'Italia, della Francia, della Nigeria, della Cina o di tutti gli altri. Gli “stati”, quali che siano gli ordinamenti politici e i regimi che sono andati reggendoli nel tempo e nei frangenti storici, hanno tutti una cosa in comune: vivono sull'annullamento della multiculturalità, sull'oppressione della vita, sulla repressione linguistica, sull'attacco sistematico e mortale alla biodiversità. Questo vale per la penisola Iberica come per qualsiasi territorio del mondo, ivi compreso il nostro; e se è giusto parlare di colonialismo, non bisogna scordare che ogni stato, in sé e per sé, è portatore di un colonialismo “interno” frutto di prevaricazioni, guerre, sfruttamento e teorie “unitaristiche” che risentono tuttora dei nazionalismi ottocenteschi.

Limitandoci qui al continente europeo, la formazione dei suoi “stati” è avvenuta invariabilmente così; e, ovviamente, bisogna anche tenere preciso conto che gli “stati” europei hanno mutato fisionomia, consistenza e ampiezza. Molti di essi sono del tutto scomparsi nel tempo, anche vasti e importanti (si pensi solo all'impero Austroungarico, alla Jugoslavia, allo “Stato della Chiesa”, alla DDR...) Questo vale anche per la “Spagna”, che si è venuta a formare da un dato “nucleo storico” che, via via, ha inglobato tutti gli altri territori. Territori spesso diversissimi per lingua, per cultura e per tradizioni (intese come sistema reale di relazioni all'interno di una data comunità, e non certamente come la vuota esteriorità spacciata dai fascismi più o meno foraggiati dalle varie chiese di qualsiasi “dio”). Dal punto di vista formale e storico, la Catalogna è stata indipendente, o stato sovrano, per centinaia di anni e fino all'inizio del XVIII secolo; fu annessa alla “Spagna” soltanto nel 1714.

Ciò che regge gli “stati” non è in realtà una presupposta “cultura comune” e men che mai una data lingua letteraria (al momento dell'unità d'Italia, nel 1860, l'italiano letterario era compreso e usato solo dal 2% della popolazione di allora, secondo i dati analizzati da Tullio De Mauro). Lo si vede allora come ora. Ciò che regge gli “stati” è esclusivamente l'economia, il profitto. La repressione attuale del “democratico” stato spagnolo, sotto la patina dell' “unità nazionale” e dell' “indivisibilità della patria” basata su una “costituzione”, non fa neanche più di tanto per nascondere quello che è il vero problema: il denaro. Gli scenari catastrofici, ben spalleggiati da tutta l' “Unione Europea”, sono tutti a base di terrorismo economico, di banche che lasciano la Catalogna, di “guerra civile” che in realtà sarebbe guerra di soldi, come sempre. Il Banco Sabadell, una delle principali banche catalane, già lascia la Catalogna per trasferire la sua sede a Alicante; secondo “El Mundo”, quotidiano spagnolo di punta, il ministro dell'economia Luis de Guindos già sta preparando un decreto-legge per facilitare la fuga delle aziende dalla Catalogna. In pratica, secondo tale decreto, con un semplice voto del consiglio di amministrazione di un'azienda si renderebbe operativo lo spostamento della sede sociale. Lo scopo è chiaro: se andate avanti con l'indipendenza, vi strangoliamo economicamente. Fine della storia.

Gli “stati sovrani” sono figli e amanti del capitale. Possono o meno, a seconda delle circostanze del momento, servirsi di vari bracci armati, dalle forze armate alle chiese, dai banchieri ai fascismi. La facile obiezione è, naturalmente, che anche una Catalogna, in fondo, desiderebbe essere a sua volta uno “stato sovrano”, indipendente, e senza nemmeno comprendere tutti i territori di lingua e cultura catalana (il Rossiglione francese, il Valenciano, le Baleari, Andorra e perché non anche Alghero in Sardegna...). Una Catalogna che “non farebbe parte dell'Unione Europea”, vale a dire del sistema di controllo economico e bancario “sovranazionale”, il club dal quale, però, qualcuno se ne vuole andare e lo fa. Quando però all' “Unione Europea” fa molto comodo dividere uno “stato”, non ci pensa due volte e magari col corollario di qualche centinaio di migliaio di morti: si veda l'ex Jugoslavia. Allora nessuno si preoccupava così tanto della “guerra civile”. Hanno lasciato fare in nome del marco tedesco, c'est l'argent qui fait la guerre. Quando c'è da "stigmatizzare il nazionalismo" (in nome magari di un nazionalismo di destra, quello della "Patria") sono tutti antinazionalisti; quando invece c'è da soffiarci sopra, e soffiarci fino a incendiarlo a morte, sono tutti indipendentisti (w la "Croazia nazione" eccetera).

Stavolta, come si vede, dividere la “Spagna” è uno scenario catastrofico. Qui vorremmo ribadire invece che la catastrofe non è né la Catalogna indipendente, né il desiderio di qualche popolo di staccarsi da una varia entità “statale” e dalla sua falsa “democrazia” fatta di soldi: la catastrofe è il capitalismo, ed il suo intero sistema che sta andando in pezzi nonostante le sue grancasse, i suoi burattinai, i suoi media e i suoi servi. Il problema non è la Catalogna e quel che desidererebbe fare di se stessa: il problema è lo spauracchio di una rivoluzione sociale che parta da forze centrifughe, che parta dalla riaffermazione di una biodiversità repressa in ogni ambito, che parta da proposte senz'altro e spesso ancora confuse e contraddittorie, ma che hanno una spinta comune: quella di non fare più parte di un tragico pollaio globale dove alcuni galli dettano le condizioni e le concessioni (tipo “autonomie” o roba del genere). E il capitale, coi suoi re e i suoi economisti, con le sue banche e con le sue polizie, con i suoi giornali e i suoi partiti “democratici”, se ne rende conto. Per questo fa quadrato, quando gli fa comodo, attorno a questo o quello “stato”, oppure lo lascia andare in rovina quando il comodo è diverso. Per questo ciancia di “autodeterminazione dei popoli” quando il dato popolo dev'essere accalappiato nella sua orbita, e di “indivisibilità” quando un dato popolo ne vuole sia pur vagamente scappare. Non bisogna stupirci né se la “democrazia” capitalista, a seconda dei casi, ti manda i poliziotti a manganellarti a centinaia e ti rinchiude in gabbia se vuoi fuggire, oppure se ti organizza la “guerra civile” o i bombardamenti se invece desideri restare assieme; “indipendenze” e “unioni” non hanno valore, quel che conta è esclusivamente tutelare il profitto. In quest'ottica non possiamo quindi che essere a fianco della Catalogna nella sua lotta, che non si esaurirà certo in un referendum. Sarà bene ricordare quel che si leggeva e si legge sia a Barcellona, sia nelle cittadine catalane, che non è una chiamata a una votazione: Poble armat, poble respectat. E non crediamo ci sia bisogno di traduzione. Catalunya lliure!

mercoledì 4 ottobre 2017

DARE LA LUCE AL ROVO (English Version)


GIVE LIGHT TO I' ROVO !

I' Rovo has been operating since February 7, 2015 in via del Guarlone, South Florence. I' Rovo is a squatted and totally self-managed farm located in a public owned estate abandoned and decayed since 20 years or so; we've called it this way, I' Rovo (The Brier), because there wasn't anything but briers when we've taken it. A jungle overgrown with weeds, uncared-for olive trees, a no man's land totally left to drug dealers.

I' Rovo squat originates from a dream: the dream of a land without masters. A dream totally opposite to capitalist exploitation, and so we've set to work since the very first day. As I' Rovo originated and developed from the experiences and activities of a neighborhood collective, it has always tried to establish a direct connection between the population and free production independent from the capitalist “market”. Meanwhile, I' Rovo has also turned into a social and reception space, getting a whole area out of the clutches of drug dealers and criminals, though with several and serious difficulties. Throughout its activity, I' Rovo has been organizing initiatives, solidarity performances, showings, games and amusements.

A land without masters, a dream, a social space. Well yes: but without electricity.

I' Rovo is a squatted area, so it hasn't the right of being connected to the electric network, not even with a regular contract, according to the laws and regulations in force in the Italian state. At present, the old farmhouse located in the Rovo area -a free social space we found in awful conditions and that we have cleaned and renovated with our hands- is provided only with one solar panel running a battery system and only giving basic lighting, which has been bought and installed by the squatters. So, also electricity is self-produced there. Nothing else. No fridge, no sockets, nothing. You can easily understand that even farming works are almost impossible in this situation: just think to the lack of any watering system.

Getting a complete, self-produced solar panel and battery-run electric system costs about 3,500. This plant would allow I' Rovo to become both a full-fledged urban farming squat and a social space truly available to all those who don't want anymore to accept capitalism's logic and praxis. Capitalism is barbarism, and barbarism means also eliminating any possibility of developing effective alternatives.

We're going to organize in the next months a sensitization campaign with several initiatives and performances of various kinds in order to raise the funds necessary to buy and install a complete electric system with solar panels and batteries. You don't give us the light? We'll do everything by ourselves. But we need your help this time.

You may come and visit I' Rovo whenever you want. Come and look with your own eyes, whether you already know I' Rovo even by hearsay or you've never heard anything about it. Whether you totally share our motivations and actions, or you aren't that much persuaded. Whether there's militancy in your past or present lifestory, or you've never thought about it. Whether you are young or aged, we're here to show, explain and tell you about anything you want (in English, too).

GIVE LIGHT TO I' ROVO !


I' Rovo is located in via del Guarlone 25, just before the crossing with Stradone di Rovezzano.
Take ATAF Bus n. 20 and get off at via Comparetti terminus, then walk just 300 m.
Or by train, get off at FS station Firenze Rovezzano and use the pedestrian subway.
For further information, you may also call us at nr (39) 33 88 61 90 29.