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lunedì 20 aprile 2020

Rete di Solidarietà - R/Esistenze: LA MAPPA CITTADINA E I CONTATTI


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EMERGENZA COVID - RETE DI SOLIDARIETA' R/ESISTENZE

Occupazione viale Corsica:
Marta: 3386954380 Serena: 3311015038


LaPolveriera SpazioComune
Francesca: 3290463214 Cecilia: 3319216166


Laboratorio Diladdarno-Occupazione via del Leone
Cosimo: 3883620966 Flora: 3201460231


CPA Firenze Sud
Niccolò: 3487219228


Mondeggi Bene Comune
Alessio: 3477542690


Fondo Comunista
Marinella: 3391349875

Riccardo: 3388619029 (Si occupa su richiesta anche di situazioni all'Isolotto)

Brigate di Solidarietà Popolare Novoli
3534059707





sabato 18 aprile 2020

La seconda raccolta e distribuzione di ieri 17 aprile



La seconda raccolta e distribuzione di generi alimentari e di prima necessità (raccolti con la partecipazione militante di associazioni e singoli nell'ambito della Rete di Solidarietà del Quartiere 2 e di R/Esistenze) si è svolta ieri al Fondo Comunista. Dei circa 40 sacchi preparati ne sono stati distribuiti 25 recapitati immediatamente di persona dalle compagne e dai compagni del Fondo, di R/Esistenze e della Rete di solidarietà (nella foto sopra, una fase della preparazione dei sacchi).

Uno dei sacchi preparati.
La distribuzione è avvenuta dietro richiesta e su individuazione delle reali e più urgenti necessità, in un quartiere come le Case Minime di Rovezzano dove le situazioni di grande disagio sociale (specie presso la popolazione più anziana, ma non solo), di abbandono e di povertà sono purtroppo numerose. Da queste parti, gli effetti del capitalismo si vedono anche fin troppo bene, e non certo da oggi: per questo chiamiamo il Coronavirus il virus del capitale. Non stiamo neppure a raccontare quali e quante tipologie di situazioni affrontiamo quotidianamente, perdipiù in questa situazione di emergenza sanitaria e sociale; situazioni che hanno a che vedere con il puro e semplice approvvigionamento di base. Cogliamo l'occasione per sollecitare chiunque a mettersi in contatto con il Fondo, con R/Esistenze e con la Rete di Solidarietà per le prossime raccolte e distribuzioni, utilizzando questo blog, la pagina Facebook del Fondo / Rovo, l'indirizzo mail fondocomunistafirenze@gmail.com e anche il numero di telefono segnalato in questo blog (338.8619029). 


La preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei sacchi avvengono presso i locali del Fondo nel più rigoroso rispetto delle regole di distanziamento, con uso di mascherine, guanti di protezione e disinfettanti.  Tutti i generi avanzati dalle raccolte, non deperibili, o comunque non scaduti, verranno utilizzati per le raccolte e le distribuzioni successive.

La prossima raccolta e distribuzione avverrà venerdì 24 aprile nel pomeriggio (ulteriori precisazioni nei prossimi giorni su questo blog e sulla pagina Facebook).

Cogliamo l'occasione per una specifica di massima dei generi ricercati per la raccolta: pasta (preferibilmente corta), riso, pomodoro (pelati, salsa, polpa pronta), legumi in scatola (ceci, fagioli, piselli, lenticchie), biscotti, thè, caffè, latte a lunga conservazione, pesce e carne in scatola (tonno, sardine, simmenthal ecc.), marmellate, uova (non a brevissima scadenza), olio, fette biscottate, prodotti liquidi per l'igiene personale (shampoo, bagnoschiuma ecc.). Eventuali contributi in denaro saranno utilizzati rigorosamente e esclusivamente per la spesa di raccolta.

giovedì 16 aprile 2020

Venerdì 17 aprile - Seconda raccolta e distribuzione di solidarietà proletaria al Fondo Comunista





Con il contributo di associazioni e singoli, il FONDO COMUNISTA organizza la seconda raccolta e distribuzione di generi alimentari e di prima necessità. La distribuzione (sacchetti per circa 40 famiglie) avverrà venerdì 17 aprile 2020 circa alle ore 14,30 al Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (dietro ufficio postale). Altre raccolte e distribuzioni verranno organizzate nei prossimi giorni. SOLIDARIETA' PROLETARIA CONTRO IL VIRUS DEL CAPITALE.

Me kontributin e shoqatave dhe individëve, FONDO COMUNISTA organizon koleksionin dhe shpërndarje e dytë të ushqimit dhe nevojave themelore. Shpërndarja (çanta për rreth 40 familje) do të bëhet të premten 17 Prill 2020 rreth orës 14:30 në Fondon Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (prapa zyrës postare). Koleksione dhe shpërndarje të tjera do të organizohen në ditët në vijim. Solidaritet proletare kundër virusit të kapitalit.

Prin contribuția asociațiilor și a persoanelor fizice, FONDO COMUNISTA organizează secunda colectare și distribuție de alimente și produse de bază. Distribuția (saci pentru aproximativ 40 de familii) va avea loc vineri 17 aprilie 2020, în jurul orei 14:30, la Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (în spatele oficiului poștal). Alte colecții și distribuții vor fi organizate în zilele următoare. Solidaritate proletară împotriva virusului capitalului.

Con la contribución de asociaciones e individuos, el FONDO COMUNISTA
 organiza la segunda recolección y distribución de alimentos y productos básicos. La distribución (bolsas para unas 40 familias) se llevará a cabo viernes 17 de abril de 2020 alrededor de las 2,30 pm en el Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (detrás de la oficina de correos). Otras colecciones y distribuciones se organizarán en los próximos días. SOLIDARIDAD PROLETARIA CONTRA EL VIRUS DEL CAPITAL.

Avec la contribution d'associations et de particuliers, le FONDO COMUNISTA
 organise la deuxième collecte et distribution de nourriture et de produits de première nécessité. La distribution (sacs pour environ 40 familles) aura lieu vendredi 17 avril 2020 vers 14,30 heures au Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (derrière la poste). D'autres collectes et distributions seront organisées dans les prochains jours. SOLIDARITÉ PROLETAIRE CONTRE LE VIRUS DU CAPITAL.

وبمساهمة الجمعيات والأفراد ، ينظم الصندوق المشترك مجموعة ثانية من المواد الغذائية والضروريات وتوزيعها. سيتم التوزيع (أكياس لحوالي 40 عائلة) يوم الجمعة 17 أبريل 2020 في حوالي الساعة 2.30 مساءً في الصندوق الشيوعي - عبر روكا تيدالدا 277 (خلف مكتب البريد). سيتم تنظيم المجموعات والتوزيعات الأخرى في الأيام القادمة. التضامن التضامني ضد الفيروس الرأسمالي.

venerdì 10 aprile 2020

Raccolta e distribuzione di solidarietà proletaria al Fondo Comunista

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Con il contributo di associazioni e singoli, il FONDO COMUNISTA ha organizzato una raccolta e distribuzione di generi alimentari e di prima necessità. La prima distribuzione (sacchetti per circa 26 famiglie) avverrà oggi 10 aprile 2020 circa alle ore 14 al Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (dietro ufficio postale). Altre raccolte e distribuzioni verranno organizzate nei prossimi giorni. SOLIDARIETA' PROLETARIA CONTRO IL VIRUS DEL CAPITALE.

Me kontributin e shoqatave dhe individëve, FONDO COMUNISTA ka organizuar një koleksion dhe shpërndarje të ushqimit dhe nevojave themelore. Shpërndarja e parë (çanta për rreth 26 familje) do të bëhet sot 10 Prill 2020 rreth orës 02:00 në Fondon Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (prapa zyrës postare). Koleksione dhe shpërndarje të tjera do të organizohen në ditët në vijim. Solidaritet proletare kundër virusit të kapitalit.

Prin contribuția asociațiilor și a persoanelor fizice, FONDO COMUNISTA a organizat o colectare și distribuție de alimente și produse de bază. Prima distribuție (saci pentru aproximativ 26 de familii) va avea loc astăzi, 10 aprilie 2020, în jurul orei 14:00, la Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (în spatele oficiului poștal). Alte colecții și distribuții vor fi organizate în zilele următoare.  Solidaritate proletară împotriva virusului capitalului.

Con la contribución de asociaciones e individuos, el FONDO COMUNISTA ha organizado una recolección y distribución de alimentos y productos básicis. La primera distribución (bolsas para unas 26 familias) se llevará a cabo hoy 10 de abril de 2020 alrededor de las 2 pm en el Fondo Comunista - Via Rocca Tedalda 277 (detrás de la oficina de correos). Otras colecciones y distribuciones se organizarán en los próximos días. SOLIDARIDAD PROLETARIA CONTRA EL VIRUS DEL CAPITAL.

Avec la contribution d'associations et de particuliers, le FONDO COMUNISTA a organisé une collecte et une distribution de nourriture et de produits de première nécessité. La première distribution (sacs pour environ 26 familles) aura lieu aujourd'hui 10 avril 2020 vers 14 heures au Fonds communiste - Via Rocca Tedalda 277 (derrière la poste). D'autres collectes et distributions seront organisées dans les prochains jours. SOLIDARITÉ PROLETAIRE CONTRE LE VIRUS DU CAPITAL.

وبمساهمة الجمعيات والأفراد ، نظم الصندوق الشيوعي مجموعة وتوزيع المواد الغذائية والضروريات الأساسية. سيتم التوزيع الأول (أكياس لحوالي 26 عائلة) اليوم 10 أبريل 2020 في حوالي الساعة 2 مساءً في الصندوق الشيوعي - عبر Rocca Tedalda 277 (خلف مكتب البريد). سيتم تنظيم المجموعات والتوزيعات الأخرى في الأيام القادمة. التضامن التضامني ضد الفيروس الرأسمالي.


martedì 28 agosto 2018

ROGO AL ROVO: Messaggi e attestati di solidarietà



Dopo l'incendio al Rovo del 22 agosto (che, sarà bene ribadirlo, non ha soltanto distrutto il piano terra e tutto quello che c'era dentro, ma ha anche messo a rischio la vita di due occupanti -tra i quali un immigrato- e del nostro cane), ci sono arrivati numerosi messaggi e attestati di solidarietà. Abbiamo pensato di raccoglierli in questa pagina, sia come testimonianza che come ringraziamento. Ringraziamento che, ovviamente, va anche ai tanti che, dal 25 agosto, sono accorsi al Rovo per dare una mano a smassare, ripulire e rendere di nuovo agibile il posto. Il presidio continuativo di lotta prosegue giornalmente al Rovo, e invitiamo tutt* a prendervi parte anche come semplice presenza, che è importantissima. Nei prossimi giorni sarà organizzato anche un volantinaggio nel quartiere.

Nota: Altri messaggi e attestati di solidarietà che arriveranno saranno via via inseriti in questa pagina di seguito agli altri.

---------- Messaggio originale ----------
Da: Diego Bossi <
dibo139@gmail.com>
A: mailing list no austerity <
coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Data: 26 agosto 2018 alle 10.28 
Oggetto: Re: R: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: I' ROVO: ALTRO ROGO, ALTRA CORSA 
Che schifosi... Solidarietà ai compagni!

Diego
Il giorno sab 25 ago 2018 alle ore 16:14 Salvatore de Lorenzo < salvatoredelorenzo64@gmail.com> ha scritto: 
Solidarietà ai compagni colpiti, 
Salvo 
Il giorno sab 25 ago 2018 alle ore 10:10 usiait1 via Coordinamento No Austerity < coordinamento-no-austerity@googlegroups.com> ha scritto: 
Solidarietà a chi ha subito queste vigliaccate anche da parte nostra...come già successo anche a noi
in passato, alziamo il livello di attenzione e di "sicurezza" in termini di autodifesa collettiva. Ciao
I compagni e le compagne dell'Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912
Il 24 agosto 2018 alle 23.36 Massimiliano Dancelli < m.dancelli@hotmail.it> ha scritto: 
Solidarietà compagni. Tanto noi non ci pieghiamo per così poco. Bastardi!!!
Saluti
Max 
---------- Messaggio originale ----------
Da: vindex <comitatointernazionalista.bg@gmail.com>
A: coordinamento-no-austerity@googlegroups.com
Data: 26 agosto 2018 alle 10.55
Oggetto: Re: R: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: I' ROVO: ALTRO ROGO, ALTRA CORSA 
Dai compagni di Combat Bergamo un sincero abbraccio solidale. Di schifezze e vigliaccate simili, piccole e grandi, purtroppo ne accadono. 
Forza e coraggio compagni! E se non la capiscono fate sapere ;)
---------- Messaggio originale ----------
Da: CUBlog La piazza virtuale degli iscritti Cub <cublog2014@gmail.com>
A: mailing list no austerity <coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Data: 26 agosto 2018 alle 10.31
Oggetto: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] CUBlog: Firenze: un altro attentato incendiario al Rovo da parte di chi vuole portare spaccio e degrado in uno spazio sociale 
Solidarietà ai compagni del Rovo da parte della redazione di CUBlog 

http://cub-log.blogspot.com/2018/08/firenze-un-altro-attentato-incendiario.html?m=1 
La redazione di CUBlog

giovedì 23 agosto 2018

ALTRO ROGO, ALTRA CORSA


Il 22 agosto alle 1 di notte hanno di nuovo dato fuoco a I' Rovo, questa volta mettendo in pericolo anche due di noi, che hanno rischiato la vita assieme al nostro cane. Bilancio dei danni: il piano terra inagibile, le suppellettili distrutte e tutto da ripulire. 

La solita banda di spacciatori, dopo essere stata cacciata da tutto il quartiere con l'intervento delle istituzioni e delle forze dell'ordine, ha deciso di riprendersi il territorio del Rovo. Questa è solo l'avvisaglia. Sono notizie provenienti direttamente dagli abitanti del quartiere, che vigila su quello che succede.

Non permettiamo che I' Rovo torni ad essere la base dello spaccio e del degrado. Questa è quindi una chiamata alla solidarietà fattiva e reale, con una presenza al Rovo a partire da sabato mattina 25 agosto dalle ore 10, per continuare a ripulire, rendere di nuovo vivibile il posto e organizzare un presidio permanente attivo di lotta. 

A parte la rabbia verso questi schifosi, occorre riconoscere la funzionalità che essi hanno nel sistema sociopolitico e economico attuale. È la stessa tracotanza che ritroviamo in ogni padrone che chiude le fabbriche, in ogni istituzione collusa, in ogni controllo sociale.

FINO A QUANDO PADRONI E SPACCIATORI POTRANNO AGIRE INDISTURBATI E DISSANGUARCI, UTILIZZANDO PAURA GENERALE E ASSERVIMENTO?

Sotto qualsiasi forma si presenti,
IL CAPITALISMO È BARBARIE.

giovedì 25 gennaio 2018

Troppo comodo! Solidarietà alle compagne e ai compagni del Don Chisciotte / Collettivo Bujanov di Vacchereccia

Vacchereccia (Cavriglia, AR). Il centro sociale Don Chisciotte / Collettivo Bujanov

Il comunicato che segue è stato redatto dal centro popolare Don Chisciotte / Collettivo Bujanov di Vacchereccia (comune di Cavriglia, provincia di Arezzo). Da anni realtà sociale e antagonista nel Valdarno, il Don Chisciotte / Bujanov è caduto, negli ultimi tempi, nelle grinfie dell'amministrazione PD del comune valdarnese; ma per questo lasciamo tutta la spiegazione al comunicato del Collettivo Bujanov, che riproduciamo qui nella sua integralità Quel che ci preme dire, è esprimere la nostra solidarietà totale con le compagne e i compagni del Don Chisciotte / Collettivo Bujanov, è non è una semplice solidarietà verbale. Con le compagne e i compagni di Vacchereccia abbiamo rapporti da anni; abbiamo partecipato alle loro iniziative come loro hanno partecipato alle nostre condividendo azioni, obiettivi, motivazioni ideali e politiche, aiuti logistici. Le compagne e i compagni del centro popolare Don Chisciotte / Collettivo Bujanov erano assieme a noi quando, il 7 febbraio 2015, abbiamo occupato I' Rovo; ma questa non è che una delle tante cose. Ora che sono sotto sgombero (e addirittura sotto demolizione farmaceutica!) a favore di un privato, prassi più che tipica di ogni amministrazione PD che si rispetti, intendiamo ribadire non soltanto la nostra solidarietà, ma qualcosa di ben di più. Curiosamente, l'immobile si trova, a Vacchereccia, in una strada che si chiama "Via Renzi"; ma al sindaco del comune di Cavriglia non è venuta l'idea di erigervi un mausoleo al segretario del PD, bensì un'improcrastinabile farmacia privata. La solita speculazione, insomma; niente di nuovo sotto il sole.

TROPPO COMODO !

Abbiamo appreso, in maniera del tutto fortuita, che i locali che attualmente ospitano il centro popolare Don Chisciotte a Vacchereccia, sarebbero stati in un attimo di distrazione generale venduti. Non solo, è già previsto che l'acquirente privato demolisca il bene pubblico per consentire (oltre all'immancabile profitto per qualcuno) all'amministrazione comunale di soddisfare i bisogni principali degli abitanti di Vacchereccia.

Avremmo qualcosina da dire.

Troppo comodo parlare dello sgombero forzato di un centro popolare autogestito nei termini di una riqualificazione.

Troppo comodo aver fatto finta di niente finché è convenuto: manutenzione gratuita, patentino di amministrazione "sensibile" e solidale.

Troppo comodo spacciare la solita speculazione a scapito del patrimonio pubblico come soddisfazione dei bisogni dei cittadini.

Al fumo negli occhi istituzionale preferiamo parlare chiaro: uno sgombero è uno sgombero! E qualcuno si dovrebbe assumere la responsabilità politica di gestirlo...

I fatti sono fatti: l'ennesimo bene pubblico viene privatizzato; l'ennesimo luogo non mercificato di aggregazione, aperto a tutti, viene chiuso; l'ennesima esperienza di lotta e resistenza a questo sistema di alienazione e sfruttamento viene repressa. Questo per costruire appartamenti, una farmacia e due studi medici...Tutto torna. Sempre.

Per provare a intuire i veri obiettivi di questa operazione, significativo è il parere dell'Associazione dei Farmacisti Valdarnesi che parla dell'inevitabile chiusura della farmacia perché non "performante" (!). Quindi basta cambiare posto, far girare un po' di soldi e magicamente la nuova farmacia macinerà profitti (vero motore di questo nostro triste mondo)? Oppure, addirittura si prevede, grazie al prossimo arrivo nelle capienti miniere di S. Barbara delle terre contaminate TAV, un incremento del consumo di medicinali...

Ci chiediamo anche se la ridente e sonnolenta Vacchereccia abbia come prima necessità una farmacia (e altri appartamenti)...

Dal nostro punto di vista un'amministrazione arrogante e furba porta come sempre avanti i suoi interessi di bottega, ignorando una realtà che da 15 anni porta avanti (unica in Valdarno) le pratiche dell'autogestione e dell'auto-organizzazione, vero fumo negli occhi della sinistra di potere.

Loro parlano di abbandono e degrado.

Dov'è il degrado, in un centro popolare senza padroni e padrini, che (senza mezzi e completamente autofinanziato) in maniera stabile produce attività "culturali" a volte vivaci e rumorose ma vitali e comunque espressione delle contraddizioni che animano questa società. Una voce indipendente e scomoda, collegata a tante altre voci scomode nel tempo e nello spazio, che ancora parla di antifascismo e di anticapitalismo.

Oppure in chi è incapace di mettere anima e contenuti in ciò che fa, perché ha ormai perso radici, idee...e credibilità?

Il degrado è il risultato della deriva liberista e autoritaria che le classi dirigenti di tutto il mondo hanno abbracciato.

Per concludere, non abbiamo granché da dire al sindaco.

Don Chisciotte o meno, le ragioni della sua esistenza rimagono immutate, bisogni insoddisfatti genereranno risposte adeguate...

HASTA SIEMPRE

IL CAPITALISMO È BARBARIE

Collettivo Bujanov.

domenica 7 gennaio 2018

15 GENNAIO: ANTIFASCISTI A PROCESSO


15 GENNAIO 2018: 
ANTIFASCISTI FIORENTINI A PROCESSO

Il 15 gennaio 2018 avrà luogo il processo a 10 antifascisti fiorentini accusati della partecipazione alla mobilitazione del 6 dicembre 2014 alle Piagge, organizzata per impedire la “Tor Sapienza” fiorentina da parte di Forza Nuova. I dieci antifascisti sono accusati di avervi partecipato per impedire un atto di barbarie fascista, prepotente e violenta. Sono stati accusati di detenzione di arma impropria per essersi a stento difesi, con le aste delle bandiere, dall'aggressione dei Carabinieri.

Noi pensiamo che il processo andrebbe piuttosto fatto a coloro che, con il potere delle armi, con palese atteggiamento di connivenza con i fascisti e di odio verso gli antifascisti, hanno “tenuto la piazza” in nome dell' “ordine”. Ci opponiamo all'idea che dei compagni e delle compagne siano processati per antifascismo.

Lanciamo un appello a tutti gli antifascisti fiorentini a presenziare all'udienza del 15 gennaio, durante la quale saranno sentiti i testimoni dell'accusa (o meglio, gli inquisitori), per vigilare e smascherare il castello inquisitorio ordito dalla DIGOS fiorentina.

L'antifascismo, che si oppone alla barbarie del capitalismo e del patriarcato, NON SI PROCESSA. RIVENDICHIAMO L'ANTIFASCISMO SENZA SE E SENZA MA.


LUNEDI' 15 GENNAIO 2018 ALLE ORE 10
PALAZZO DI GIUSTIZIA – V.LE GUIDONI (bus 22 / 23)
APPELLO ALLA PRESENZA IN SOSTEGNO
DEGLI ANTIFASCISTI FIORENTINI A PROCESSO!



lunedì 2 ottobre 2017

Solidarietà con Anna Maria Frangioni!


SOLIDARIETA' CON ANNA MARIA FRANGIONI !


"Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?"
Bertolt Brecht, "Santa Giovanna dei Macelli"

La signora Anna Maria Frangioni, 45 anni, di Lucca, non ha rapinato una banca. Le ha dato fuoco. La rapina, la stava -come sempre- effettuando la banca stessa.

La banca stava rapinando la casa dei suoi genitori disabili, in particolare la madre ottantaduenne, che non è più in grado di muoversi autonomamente e che ha vissuto tutto questo con enorme dolore oramai arrivata alla fine della sua vita.

Il 25 settembre, Anna Maria Frangioni si è recata alla banca per chiedere un po' di comprensione e la sospensione del pignoramento della casa dei genitori, per garantire loro una fine dignitosa. Come tutte le altre volte si è vista sbattere la porta in faccia.

La signora Anna Maria Frangioni ci è poi tornata, alla banchetta. Ma con un bidone pieno di benzina. La ha sparsa un po' alla rinfusa e ha appiccato un incendio. Grazie all'intervento rapido dei vigili del fuoco, non ci sono state conseguenze gravi per le persone; ma la banca è andata in fumo, come si vede dalla foto.

Lo hanno chiamato un "impeto di follia", quello della signora Frangioni, che è stata arrestata. Noialtri, in questo e in altri casi come questi, non parliamo affatto di "follia". Follia è quella che salva banche assassine e disumane che, da un lato, operano le loro malefatte sulla pelle della gente comune per poi essere "salvate" dal governo che ha dentro la graziosa figlia del banchiere; e, dall'altro, colpiscono invariabilmente chi ha bisogno, in nome di calcoli freddi e aberranti. Tutto questo ha un nome: si chiama capitalismo. Quando diciamo che il capitalismo è barbarie, non è un'astrazione. Il gesto della signora Frangioni ce lo ricorda in un modo assai pratico.

La signora Anna Maria Frangioni è in carcere con accuse di incendio doloso e tentato omicidio. L'omicidio che la sua banca stava coscientemente, premeditatamente operando ai danni dei suoi genitori, invece, non è sanzionato. Tutt'altro. Ed è un omicidio che riguarda tutt* noi.

Nell'esprimere la nostra incondizionata solidarietà alla signora Anna Maria Frangioni e ai suoi genitori, chiediamo che venga immediatamente liberata. Quella della signora Frangioni non è "follia", ma disperazione. Non è un "raptus", ma la logica conseguenza di una presa d'atto. Noialtri non invitiamo a dar fuoco alle banche, ma a farla finita con l'intero sistema che le comporta, e a lottare ogni giorno per questo obiettivo.

Mentre ci parlano di "ripresa economica" con i loro governi, i loro vertici e le loro ciance, la disperazione conduce una persona normale a prendere coscienza e ad agire. Mentre "salvano" le banche, firmano accordi internazionali per una sempre maggiore produzione militare, mentre ci tolgono ogni libertà, mentre trasformano le nostre vite in merce e schiavitù, l'incendio si propaga. E non è soltanto quello di una banca di merda.

Le compagne e i compagni 
del Collettivo del Fondo Comunista
e del Rovo - Per una terra senza padroni.

domenica 8 gennaio 2017

Solidarietà al Rovo dal Belgio...con una canzone



La solidarietà può essere espressa in molti modi. Quella che segue proviene a I'Rovo dal Belgio, ed è in una forma del tutto particolare e molto bella: una canzone. Gli autori sono un compagno che si firma da sempre con lo pseudonimo di Marco Valdo M.I. e il suo "alter ego" Lucian Lâne ("Lucian Làsino" in italiano). Marco Valdo M.I. è l'autore di Dachau Express, la storia di un Resistente e disertore sardo, Giuseppe Porcu, e della sua deportazione nel lager nazista di Dachau; la traduzione in italiano (in corso di ultimazione) è stata interamente eseguita (a mano) proprio a I'Rovo. Proprio per questo, l'autore ha voluto così manifestare la sua solidarietà nei nostri confronti, assieme ad altre forme ed iniziative di cui si avrà a riparlare. Nel frattempo pubblichiamo qui la canzone che ha scritto per il Rovo, che dev'essere cantata sull'aria di Ils ont voté di Léo Ferré, il grande cantautore e musicista anarchico che era nativo del Principato di Monaco, e che visse a lungo e morì proprio in Toscana, a Castellina in Chianti. La canzone ed il lungo commento introduttivo sono interamente in lingua francese; segue una traduzione italiana integrale. "LA RONCE" è come si dice "I' ROVO" in francese.


IL TESTO ORIGINALE FRANCESE

Avant de parler de la chanson, Lucien l’âne mon ami, je reviens un instant sur son titre et sur son antienne.
D’accord, Marco Valdo M.I. Et pour dire quoi exactement ?

Ceci très exactement que cette chanson comme d’autres de celles que j’ai écrites, est bâtie sur une ritournelle qui me trotte en tête ou sur une chanson antérieure qui me sert de canevas. Ici, c’est une chanson de Léo Ferré qui sert de base à cette histoire : « Ils ont voté », dans laquelle Léo Ferré dit, notamment :

« Ils ont voté… et puis, après ? »

Ce qui pour moi reste la question centrale qui se pose à la « démocratie ». Il suffit de penser à quelques grands pays de notre monde… Je te laisse le choix.
Ici, il ne s’agit pas seulement de voter, mais aussi de brûler. Et ça sent.
Je raconte l’affaire pour qu’on situe la chanson. Elle se réfère à un événement tout, tout, tout récent.

Dernière petite nouvelle d’Italie :

Dans la région de Florence, quelque part en Toscane, le 3 janvier 2017, à 11 heures du matin, ils ont brûlé un bâtiment détruisant tout le matériel de La Ronce, une commune agricole autogérée. Un repaire de communistes ? Oui, la Ronce est une commune comme en faisaient autrefois les socialistes, les anarchistes et les communistes – avant qu’ils ne deviennent des apparatchiks.
La Ronce accueille aussi des réfugiés, des émigrés.
Elle s’est bâtie au fil des années sur cette terre en désuétude, sur cette terre abandonnée. La loi italienne de 1948 prévoyait pourtant La Terre inculte que les terres abandonnées étaient libres d’occupation et qu’elles revenaient alors à ceux qui les entretiennent et les cultivent. L’a-t-on abrogée cette loi ?
Je ne sais, mais on a pris prétexte de l’occupation de la terre pour refuser d’alimenter la commune en électricité.
Les gens de la commune n’ont pas baissé les bras. Ils se sont passé des raccordements à la modernité urbaine.
La Ronce : c’est le travail en commun, c’est les légumes et les fruits au naturel et frais, c’est un lieu d’accueil et de fêtes aussi. On y travaille, on y chante, on y mange, on y boit et mille autres jolies choses aussi. Elle augure d’un autre monde.
Mais ça ne plaît pas. Alors ? Alors, on brûle. Ô, on ne sait pas qui, ni vu ni connu. Ô ce sont certainement des malfaiteurs qui ont fait ça. Des malfaiteurs ? On a déjà connu ça vers 1920 : ils se nommaient eux-mêmes des fascistes.
Au début aussi, on brûla juste un bâtiment pour donner un avertissement, pour impressionner, pour faire peur. Il n’y eut pas de poursuites ; dans le fond, la chose arrangeait bien les gouvernants.
Puis, on brûla une grange, on brûla une ferme, on en brûla plusieurs. Puis, on bastonna les paysans, puis, on tua les gens. La chose fit scandale un moment. Il n’y eut pas de poursuites ; dans le fond, la chose arrangeait bien les gouvernants.
De fil en aiguille…
On connaît la suite : elle mit le monde à feu et à sang.
Donc, ça recommence : c’est un recommencement.
Dans le fond, la chose arrange bien les gouvernants.
Et pas seulement en Italie…

La question est : va-t-on une fois encore fermer les yeux et faire semblant de rien ?

Je vais conclure, dit Lucien l’âne, car tel est mon rôle. Joseph – sur la couverture de Dachau Express – disait :


« Refuser le fascisme. La bête vit encore. Elle sourit à la télévision ».

Il est temps de relire L’Ode à Kesselring !Lo avrai camerata Kesselring Dans laquelle Piero Calamandrei, un Florentin perspicace, disait : Ora e sempre : Resistenza !
Il le disait à Kesselring, mais ça vaut pour les autres nazis et fascistes :


Si tu voulais un jour revenir sur ces routes,
Tu nous trouverais à nos postes :
Morts et vivants avec le même engagement,
Peuple serré autour du monument
Qui s'appelle
Aujourd’hui et pour toujours
RÉSISTANCE !


Nous, on est là, dit Lucien l’âne. On n’en démordra pas. Jamais. C’est notre tâche et notre volonté de tisser le linceul de ce vieux monde avide, hargneux, envieux, sournois, fourbe et cacochyme.

Heureusement !

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I et Lucien Lane.


Ils ont brûlé
Et puis après ?
Chez ces gens-là, c’est une habitude,
Jamais tombée en désuétude.
Hier encore, près de Florence,
Ils ont brûlé la Ronce.
Ils sont fascistes :
Ça existe.
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Ils brûlent les livres,
Ils tuent les gens.
Ils rôdent depuis longtemps,
En rangs sur la même piste.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Au début, ils bavaient dans leur coin,
Puis, ils sont sortis dans les campagnes,
Ils ont brûlé les fermes et les foins,
Ils ont chassé les gens et leurs compagnes,
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Puis, ce fut le tour des villages,
Puis, ce fut dans les villes,
Ils rôdent près des usines ;
Partout, ils laissent leur odeur d’urine,
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
La caque sent toujours le hareng.
Ils jouent aux hommes parfois :
Ils sourient, ils font semblant,
Mais nul n’est dupe de ces gens-là.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Ils vont à la télé, ils ont l’air de braves gens ;
Certains fascistes sont intelligents,
Ils parlent de démocratie en souriant
Et méprisent les autres gens.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Il y en a partout
Dans les parlements, dans les partis,
Dans les églises, sur les parvis,
Il y en a près de chez nous.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Ils ont des représentants
Ils sont ministres au gouvernement,
Dans des villes, des pays, sur d’autres continents
Ils sont élus présidents.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Ils n’aiment pas qu’on vienne d’ailleurs,
Ils portent les costumes, elles s’habillent en tailleur.
Ils parlent de bonheur, ils apportent le malheur.
Ils se disent apôtres, elles se déguisent en fleurs.
Ils sont fascistes,
Évidemment !
Et puis après ?

Ils ont brûlé
Et puis après ?
Chez ces gens-là, c’est une habitude,
Jamais tombée en désuétude.
Hier encore, près de Florence,
Ils ont brûlé la Ronce.
Et puis après ?
Ils brûlent les livres,
Ils tuent les gens.
Ils sont fascistes
Ils rôdent depuis longtemps
En rangs sur la même piste.
Et puis après ?
Après ?
Après, ils restent fascistes
Évidemment !


TRADUZIONE ITALIANA

Prima di parlare della canzone, caro mio amico Lucian Làsino, ritorno un attimo sul suo titolo e sulla sua antifona.
D'accordo, Marco Valdo M.I. E, esattamente, per dire che cosa?

Di preciso, è che questa canzone, come altre che ho scritto, si basa su un ritornello che mi frulla in testa, o su una canzone precedente che mi serve da canovaccio. In questo caso, è una canzone di Léo Ferré che fa da base a questa storia: Ils ont voté, nella quale Léo Ferré dice in particolare:

“Hanno votato...e dopo?”

E' quel che per me resta la domanda principale da porre alla “democrazia”. Basta pensare a qualche grande paese del nostro mondo...Ti lascio la scelta.
Qui non si tratta solamente di votare, ma anche di bruciare. E la cosa puzza.
Racconto ora la vicenda che riguarda la canzone. Si riferisce ad un avventimento recente, anzi recentissimo.

Ultima piccola notizia dall'Italia:

Nella zona di Firenze, da qualche parte in Toscana, il 3 gennaio 2017 alle 11 del mattino, hanno bruciato un immobile distruggendo tutto il materiale del “Rovo”, una comune agricola autogestita. Una tana di comunisti? Sì, il Rovo è una comune come un tempo ne facevano i socialisti, gli anarchici e i comunisti prima che diventassero degli “apparatchik”. Il Rovo accoglie anche rifugiati e immigrati.
E' stata costruita via via durante gli anni su quella terra lasciata all'abbandono. La legge italiana del 1948 prevedeva però che le terre incolte e abbandonate fossero libere di essere occupate, e che andassero a chi le manteneva e le occupava. Questa legge è stata abrogata?
Non so, ma l'occupazione è stata presa a pretesto per rifiutare alla Comune l'allacciamento alla rete elettrica.
Le persone della Comune non hanno abbassato le braccia. Se ne sono fregati degli allacciamenti alla modernità urbana.
Il Rovo: è il lavoro in comune, è la verdura e la frutta naturale e fresca, è un luogo di accoglienza e anche di feste. Ci si lavora, ci si canta, ci si mangia, ci si beve e mille altre belle cose ancora. E' un augurio per un mondo diverso.
Però questo non piace. E allora? E allora, si brucia. Oh, non si sa chi è stato: i soliti ignoti. Oppure, saranno di sicuro stati dei delinquenti a farlo. Delinquenti? Lo si è già visto verso il 1920: si chiamavano fascisti, loro stessi si chiamavano così.
All'inizio bruciavano un edificio appena, così per dare un avvertimento, per fare impressione, per fare paura. Non ci furono conseguenze: in fondo, la cosa stava benissimo ai governanti.
Poi bruciarono una stalla, poi una fattoria, poi ne bruciarono parecchie. Poi bastonarono i contadini, poi ammazzarono la gente. La cosa fece scandalo per un momento. Non ci furono conseguenze: in fondo, la cosa stava benissimo ai governanti.

E così via...
Il seguito è noto: misero il mondo a ferro, sangue e fuoco.
Dunque, si ricomincia. Un nuovo inizio.
In fondo, la cosa sta benissimo ai governanti.
E non solo in Italia...

La questione è la seguente: si chiuderanno ancora una volta gli occhi, facendo finta di niente?

Trarrò una conclusione, dice Lucian Làsino, dato che questo è il mio ruolo. Giuseppe, sulla copertina di Dachau Express, diceva:


“Rifiutare il fascismo. La bestia è ancora viva. Sorride alla televisione”.

E' tempo di rileggere l'ode a Kesselring, Lo avrai camerata Kesselring, nella quale Piero Calamandrei, un fiorentino perspicace, diceva: Ora e sempre: Resistenza!
Lo diceva a Kesselring, ma questo vale anche per gli altri nazisti e fascisti:


Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Noi ci siamo, dice Lucian Làsino. Non demorderemo mai. Mai. E' il nostro compito e la nostra volontà: tessere il sudario di questo vecchio mondo avido, astioso, invidioso, ipocrita, subdolo e malato.

Fortunatamente!

Così parlarono Marco Valdo M.I. e Lucian Làsino.


HANNO BRUCIATO

Hanno bruciato.
E dopo?
Per quella gente, è un'abitudine
mai caduta in desuetudine.
Appena ieri, vicino a Firenze
hanno bruciato I' Rovo.
Sono fascisti.
Esistono.
E dopo?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Bruciano i libri,
ammazzano la gente.
Si aggirano da tempo
in fila sulla stessa pista.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
All'inizio, sbavavano rintanati
poi sono usciti nelle campagne.
Hanno bruciato poderi e fienili,
cacciato via la gente e le loro compagne.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Poi fu la volta dei paesi,
e poi delle città.
Si aggirano vicino alle fabbriche :
ovunque lasciano puzzo di piscio.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Chi di gallina nasce convien che razzoli.
A volte giocano a fare gli uomini :
sorridono, fanno finta,
ma non bisogna farsi abbindolare.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo?
Vanno in TV, han l'aria di brave persone ;
certi fascisti sono intelligenti,
parlando di democrazia sorridendo
e disprezzano gli altri.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Ce ne sono ovunque,
nei parlamenti, nei partiti,
nelle chiese, sui sagrati,
e ce ne sono anche qui da noi.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Hanno rappresentanti,
sono ministri nel governo,
nelle città, nei paesi, in altri continenti
sono eletti presidenti.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo ?
Non gli piace che si venga da altrove,
portano giacche, si vestono sartoriale.
Parlano di felicità e portano l'infelicità.
Si dicono apostoli, si travestono da fiori.
Sono fascisti,
evidentemente !
E dopo ?

Hanno bruciato.
E dopo?
Per quella gente, è un'abitudine
mai caduta in desuetudine.
Appena ieri, vicino a Firenze
hanno bruciato I' Rovo.
E dopo?
Bruciano i libri,
ammazzano la gente.
Sono fascisti.
Si aggirano da tempo
in fila sulla stessa pista.
E dopo ?
Dopo ?
Dopo restano fascisti,
evidentemente !

Solidarietà al Rovo da realtà di lotta cittadine e nazionali!

Quelle che seguono sono solo alcune delle attestazioni di solidarietà pervenuteci da realtà di lotta cittadine e nazionali. Le attestazioni stanno continuando a pervenirci e ne daremo conto nei prossimi giorni; alle compagne e ai compagni, ed a tutte le realtà autentiche che non hanno mancato e non stanno mancando di manifestarci la loro solidarietà, va tutto il nostro ringraziamento.
I compagni e le compagne del Fondo Comunista e del Rovo.

Da: coordinamento-no-austerity@googlegroups.com [mailto:coordinamento-no-austerity@googlegroups.com] Per conto di Ivan maddaInviato: mercoledì 4 gennaio 2017 11:43A: Gruppo No AusterityOggetto: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: 3 gennaio: Ancora un attentato al Rovo
Segnalo attentato incendiario a uno degli spazi occupati dai compagni del Rovo a Firenze.


cub-trasporti@libero.it



5 gen (3 giorni fa)




Cari Compagni, massima solidarietà come Cub di Firenze.



----Messaggio originale----
Da: "Fabiana Stefanoni" <xxx@xxx.com>
Data: 4-gen-2017 17.04
A: "NO AUSTERITY MAILING LIST"<coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Ogg: Re: R: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: 3 gennaio: Ancora un attentato al Rovo
Penso sia necessario anche un comunicato di solidarietá di tutto il Fronte di Lotta No Austerity.
Forza compagni siamo con voi!

----Messaggio originale----
Da: "Sandro Bruzzese" <milano@usiait.it>
Data: 4-gen-2017 12.05
A: <coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Ogg: R: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: 3 gennaio: Ancora un attentato al Rovo
Solidarietà ai compagni del Rovo per il vile oltraggio.
I servi sono servi amano le loro catene contrariamente a chi lotta per una civiltà senza padroni e senza servi.
W la lotta per un mondo senza servi e padroni.
Sandro x USI

Il 04/Gen/2017 14:11, "usiait1@virgilio.it" <usiait1@virgilio.it> ha scritto:
Ovviamente Sandro l'ha mandata per tutti-e noi Usi, ma la nostra solidarietà anche da chi sta
impegnato senza tregua con il sistema di mafia capitale qui in città,
con i vari intrecci con gruppi di potere, di pressione e i loro servi ...
saluti dai compagni-e di Usi, sappiamo che non ci si farà intimidire, ma casomai
alzare il livello di vigilanza e controllo... 
Roberto
----Messaggio originale----
Da: "Giordano" <slaicobaschieti@gmail.com>
Data: 4-gen-2017 13.41
A: "coordinamento-no-austerity@googlegroups.com"<coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Cc: "Gruppo No Austerity"<coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Ogg: Re: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Fwd: 3 gennaio: Ancora un attentato al Rovo
La nostra vicinanza ai compagni de Il Rovo
per il vile attacco subito

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: pablo barbo <xxx@xxx.com>
Date: 4 gennaio 2017 13:55
Oggetto: Fwd: 3 gennaio: Ancora un attentato al Rovo
A: coordinamento-no-austerity@googlegroups.com

La solidarietà della sezione fiorentina del Pcl va ai compagni del Fondo Comunista,impegnati nel lavoro di costruzione e sviluppo del progetto de"I'Rrovo" , che hanno subito per l'ennesima volta un vigliacco attentato, oggi più di sempre di stile mafioso-fascista,atto a colpirli nella loro determinata lotta per la costruzione di meccanismi di auto-produzione proletaria. Conoscendo bene i compagni che lavorano collettivamente anche dentro il Fronte di Lotta No Austerity, sappiamo che non si faranno intimidire.
La solidarietà è un'arma.Usiamola per ripartire riempiendo il nuovo anno di lotte contro il fascismo e il capitalismo.

----Messaggio originale----
Da: "Cub Sanità Salerno" <cubsanitasalerno@hotmail.com>
Data: 4-gen-2017 12.24
A: "coordinamento-no-austerity@googlegroups.com"<coordinamento-no-austerity@googlegroups.com>
Ogg: [Coordinamento No-Austerity Gruppo] Attentato incendiario Firenze


Cub Sanità Salerno solidarizza coi compagni di Firenze vittime di un atto di terrorismo. Non ci faremo piegare. Ripartire più forti e determinati di prima!

sabato 31 maggio 2014

Messaggi di solidarietà al Fondo Comunista




Ci sono pervenuti parecchi messaggi di solidarietà in questi giorni difficili, in seguito allo sgombero dei locali del Fondo operato dalla nardelleria armata la mattina di giovedì 29 maggio. Nell'affrontare la situazione e ribadendo che l'attività e la lotta del Fondo non si fermano, crediamo opportuno postarne qui alcuni, con la coscienza che non si tratta di semplici messaggi, ma di solidarietà attiva e fattiva delle altre realtà antagoniste fiorentine.

SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE DEL FONDO COMUNISTA

Come CPA fi-sud vogliamo esprimere la nostra solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne del Fondo Comunista.
Nella mattinata di ieri infatti il Fondo è stato prima perquisito e poi chiuso e sigillato con un'operazione della Questura su ordine del giudice, mentre una compagna veniva denunciata.
Ancora una volta è finito sotto attacco chi si espone dando vita ad un'esperienza politica capace di aprire spazi di discussione oltre che di aggregazione, basando i rapporti sociali su valori quali la solidarietà,  l'antifascismo e lontana da ogni logica opportunistica e di guadagno personale.
Evidentemente peró Comune, Questura e Procura ritengono che in zone popolari e periferiche si debba vivere con rassegnazione un presente e futuro di sfruttamento, e non potevamo aspettarci altro da chi sviluppa le proprie "politiche sociali" tra controllo e repressione.
Per tutto questo ci rendiamo disponibili a prender parte a qualsiasi iniziativa si ponga l'obiettivo di contrastare la chiusura del Fondo Comunista.


SOLIDARIETA' AI COMPAGNI DEL FONDO COMUNISTA

Ieri mattina è stato posto sotto sequestro il Fondo Comunista di via Rocca Tedalda, con l’ intervento in forze di vigili e Digos che hanno minacciato i compagni presenti dell’ arresto se si fossero rifiutati di lasciare il posto; questo attacco segue alla denuncia dello scorso febbraio della presidentessa dell’ associazione di volontariato che vi ha sede, assieme al Movimento di Lotta per la Casa, la nostra sezione e quella della Federazione Toscana, e a tutti gli studenti, operai, disoccupati e gli altri membri delle masse popolari che cercano di organizzarsi per far fronte agli effetti più devastanti della crisi generale e che da oltre venti anni hanno recuperato il Fondo da degrado e abbandono che caratterizzano numerose altre sutture pubbliche e non, per la gioia dello speculatore di turno. Dopo il quarto cambio di serratura fatto di soppiatto in due anni, a cui si è sempre risposto con la riapertura del Fondo, oggi la borghesia usa la Procura e i suoi strumenti repressivi per cercare di chiudere questa esperienza, con il ridicolo pretesto dell’ uso dei locali “a scopo di lucro”; non crediamo proprio che siano usati così il centro di documentazione e l’ archivio, la sala computer, e lo stesso vale per le cene settimanali a sottoscrizione, un momento di riunione e socialità in un quartiere che ne è a dir poco carente: rispediamo questa accusa ai mittenti, coloro che affittano Ponte Vecchio e le cappelle di S. Maria Novella per il sollazzo dei loro ricchi padroni, come se fossero proprietà personali! Nardella non ha fatto in tempo ad accomodarsi in poltrona che subito si distingue con una simile azione repressiva: per lorsignori sono queste le priorità, non i 4 sfratti quotidiani per morosità incolpevole, non l’ emorragia continua di posti di lavoro, non i tagli continui alla Sanità pubblica e le regalie a quella privata in generale e clericale in particolare, non gli altri servizi pubblici lasciati degradare a colpi di privatizzazione come Ataf e Poste, in cui i lavoratori che si oppongono sono colpiti con multe e provvedimenti disciplinari continui! Tutto questo dimostra che la scadenza elettorale è stata solo un episodio del LORO teatrino e che le politiche di attacco alle masse popolari continuano imperterrite; per quanto ci riguarda siamo al fianco dei compagni del Fondo Comunista per ogni iniziativa che riporterà all’ apertura di questo centro di aggregazione, vero antidoto alla desertificazione sociale e promotore dell' autorganizzazione e del protagonismo popolare, in cui ricominciare a studiare, discutere, divertirsi, e organizzarsi. 

Se c’è qualcuno che deve essere sgomberato, è il Nardella ed il suo partito servo di massoni, speculatori, cementificatori, clero e del resto di una borghesia sempre più putrescente, che non vuole – e non può- dare altre risposte che siano repressione, miseria e abbrutimento per le masse popolari!

Diffondiamo e chiediamo la solidarietà per i compagni e le compagne del Fondo Comunista!

Partito dei Carc
Sezione di Firenze

RENZI-NARDELLA LA STORIA E' SEMPRE QUELLA...MANGANELLI E SGOMBERI

Passate le elezioni si torna alla routine renziana. Questa mattina è stato sgomberato il fondo comunista di via Rocca Tedalda. Una occupazione storica in uno dei quartieri più "problematici" di Firenze, una occupazione che da moltissimi anni porta avanti una attività sociale in un quartiere periferico dimenticato da tutti.
La giunta Nardella scopre subito il suo volto di nemico giurato delle classi popolari. Come abbiamo detto più volte in campagna elettorale il PD è ormai un partito al servizio dei poteri forti, da Confindustria alle banche, e non perde occasione per dimostrarcelo.
Il PCL Firenze esprime solidarietà ai compagni ed alla compagne del fondo.

BASTA SGOMBERI, BASTA REPRESSIONE
AL FIANCO DEL FONDO COMUNISTA

PCL FIRENZE 

Valdarno Antifascista esprime solidarietà al fondo Comunista di via Rocca Tedalda, oggetto della repressione poliziesca di chi comanda nella città -vetrina di Firenze.
L'amministrazione comunale pd, assieme alla magistratura, tentano ancora una volta di mettere a tacere una delle realtà di quartiere che in questi anni ha contribuito ad ostacolare  sia i  tentativi  di radicamento del fascismo nelle nostre città, sia nel produrre iniziativa contro l' attuale sistema politico-economico. Il Fondo Comunista rappresenta uno dei tanti esempi, creando momenti di discussione e di confronto, di come dal basso, senza alcuna delega a nessuno,si possa dire ancora NO!
Valdarno Antifascista

mercoledì 17 ottobre 2012

CARC: Tutti assolti a Bologna!


La notizia è appena arrivata: i compagni del partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC), imputati a Bologna in processo (istituito nel 2003) per associazione sovversiva in base ai famigerati articoli 270 e 270bis, sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste. Ancora una volta, quindi, l'ennesimo tentativo di affibbiare ai compagni dei reati associativi da parte di GIP e procuratori asserviti, non regge al dibattito processuale e viene sbugiardato come, del resto, avviene regolarmente.

Assieme ai compagni dei CARC erano imputati nel medesimo processo anche altri compagni del Partito Comunista dei Lavoratori, di ASP (Associazione di Solidarietà ai Detenuti Politici) e di altre realtà proletarie e antagoniste. Il processo si è quindi concluso con un non luogo a procedere generalizzato.

A questo, e per l'ennesima volta, ci sarebbe da pensare (e soprattutto da agire) riguardo ai tanto strombazzati "reati associativi" che, ovunque in Italia, vengono periodicamente affibbiati alle varie realtà di lotta (organizzazioni antagoniste, centri sociali ecc.) con tanto di battage mediatico. In Italia esiste tutta una serie di esponenti della cosiddetta "magistratura" che si occupano della fabbricazione ad arte di accuse ridicole nei confronti dei compagni e delle compagne; quel che purtroppo non c'è di ridicolo in tutto questo, sono gli arresti (in carcere o domiciliari) e gli altri provvedimenti giudiziari che accompagnano queste autentiche idiozie. Basti pensare a quanti compagni (comunisti, anarchici, NO TAV ecc.) si trovano ancora in galera grazie alle prodezze dei vari "dottori" e delle "dottoresse" delle varie procure. Compagni ai/alle quali, vogliamo ribadirlo, va ancora una volta tutta la solidarietà del Collettivo del Fondo Comunista.

Procedimenti infiniti che si trascinano per anni e anni, con un enorme dispendio di denaro pubblico, per poi essere facilmente smontati in aula anche da un avvocato alle prime armi, in quanto regolarmente basati su niente. Le ovvie conclusioni non possono essere che due: o i procuratori sono degli incapaci che non conoscono neppure l'ABC del diritto penale, oppure -con molta più probabilità- non fanno altro che obbedire a un preciso disegno politico-mediatico di repressione e criminalizzazione di ogni realtà di opposizione autentica. Non importa poi essere sbugiardati a dibattimento dopo un decennio: quel che conta è la pressione costante sui movimenti antagonisti e sulle realtà proletarie e di lotta, accompagnata dai fedeli latrati degli scribacchini di regime e dei loro fogliacci di carta da culo.

Ai compagni e alle compagne dei CARC (alcuni dei quali si riuniscono a Firenze proprio presso il Fondo Comunista) va tutto il nostro abbraccio, che va ben oltre la semplice solidarietà. A tutti coloro che ancora sono in carcere o comunque sottoposti a provvedimenti restrittivi, rinnoviamo il nostro impegno quotidiano per liberarli e diffondere controinformazione militante.

No pasarán!