giovedì 27 febbraio 2014

ANCORA ATTACCO AL FONDO COMUNISTA !




Per l'ennesima volta, in tutto la 4a, ieri il locale del Fondo Comunista alle Case Minime di Rovezzano è stato CHIUSO con cambio forzato della serratura.
Sono state usate le stesse modalità: nessun avviso da parte del Comune e dei Vigili; intervento clandestino e abusivo.

Si consuma così il primo atto della giunta Nardella: due settimane fa è stata denunciata per occupazione l'associazione del volontariato che ha sede presso il Fondo, e ora il Fondo viene chiuso d'autorità.
RIBADIAMO L'IMPORTANZA DI RIAPRIRE E DI RIPRENDERCI I NOSTRI SPAZI, E DI DIFENDERLI UNO AD UNO
Le Compagne e i Compagni del Fondo Comunista
27 febbraio 2014
http://fondocomunistafirenze@blogspot.it

mercoledì 18 settembre 2013

PAVLOS FYSSAS "KILLAH P". RAPPER ANTIFASCISTA ASSASSINATO DA ALBA DORATA. ΠΑΥΛΟΣ ΦΥΣΣΑΣ "KILLAH P". Η ΧΡΥΣΗ ΑΥΓΗ ΔΟΛΟΦΟΝΗΣΕ ΑΝΤΙΦΑΣΙΣΤΑ ΡΑΠΕΡ.


IN GRECIA E OVUNQUE IL FASCISMO UCCIDE
ASSASSINATO IL COMPAGNO PAVLOS FYSSAS
DA UNA SQUADRACCIA DI ALBA DORATA

L'assassinio del compagno Pavlos Fyssas, avvenuto mercoledì mattina a Amfiali da parte di una squadraccia del partito nazifascista “Alba Dorata”, non è un fatto casuale ma una mossa mirata.

Pavlos Fyssas, rapper militante e antifascista noto come “Killah P”, nei suoi brani denunciava il fascismo oramai saldamente al potere nella Grecia devastata dalla crisi economica, l'oramai avvenuta integrazione tra “Alba Dorata” e la polizia greca, i collegamenti del partito neonazista con gli apparati militari. Faceva antifascismo militante, e per questo è stato ucciso.

In Grecia come ovunque, si tratta di una ben precisa gestione tattica della crisi da parte del potere: le “misure di rigore” che stremano e devastano un paese intero, vengono imposte da un “parlamento” dove i nazifascisti sono oramai presenti in forze; agli stessi nazifascisti viene poi demandato il lavoro sporco, vale a dire l'intimidazione violenta nei confronti di chi si oppone lottando quotidianamente.

Le aggressioni contro gli immigrati, le distribuzioni razziste di generi alimentari, le ronde armate, l'infiltrazione nella polizia e l'assassinio degli antifascisti: tutto ciò dovrebbe far capire, una volta per tutte, che si tratta di un film già visto e che la Grecia è ovunque.

Non vogliamo esprimere nessun vuoto “cordoglio” per la morte del compagno Pavlos Fyssas “Killah P”, ma soltanto la nostra rabbia e la volontà di continuare, ogni giorno, la lotta antifascista sul territorio. Soltanto così è possibile esprimere solidarietà non fatta soltanto di parole, ma autentica e efficace.

PAVLOS VIVE E LOTTA INSIEME A NOI
LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI
Collettivo del Fondo Comunista – Firenze - Italia

ΣΤΗΝ ΕΛΛΑΔΑ ΚΑΙ ΠΑΝΤΟΥ Ο ΦΑΣΙΣΜΟΣ ΣΚΟΤΩΝΕΙ
ΔΟΛΟΦΟΝΗΘΗΚΕ Ο ΣΥΝΤΡΟΦΟΣ ΠΑΥΛΟΣ ΦΥΣΣΑΣ
ΑΠΟ ΜΙΑ ΟΜΑΔΑ ΦΑΣΙΣΤΩΝ ΤΗΣ ΧΡΥΣΗΣ ΑΥΓΗΣ

Η δολοφονία του συντρόφου Παύλου Φύσσα, που έγινε τετάρτη το πρωί στην Αμφιάλη από μία ομάδα φασιστών της Χρυσής Αυγής, δεν είναι περιστασιακό επεισόδιο, αλλά έχει σωστό σκοπό.

Ο Παύλος Φύσσας, γνωστός ως Killah P, ήταν αντιφασίστας στρατευμένος ράπερ που κατάγγελλε στα κείμενα του το φασισμό που είναι τώρα πια σταθερά στο κράτος στην Ελλάδα αφανισμένη από την οικονομική κρίση, την ολοκλήρωση που έγινε μεταξύ της Χρυσής Αυγής και της Ελληνικής Αστυνομίας, τις συνδέσεις του νεοναζιστικού κόμματος με τις στρατιωτικές ιεραρχίες. Ο Παύλος έκανε στρατευμένο αντιφασισμό, και γι' αυτό δολοφονήθηκε.

Πρόκειται, στην Ελλάδα και παντού, περί καθορισμένης τακτικής μεθόδου με την οποία το κράτος διαχειρίζεται την κρίση· τα “μέτρα αυστηρότητας” που εξαντλούν και καταστρέφουν μία ολόκληρη χώρα επιβάλλονται από μία “βουλή” όπου οι φασίστες είναι τώρα παρόντες σε μεγάλη ποσότητα. Στους φασίστες εμπιστεύεται μετά η “βρωμερή δουλειά”, δηλαδή η βιαία εκφόβιση όλων αυτών που αντιτάσσονται με την καθημερινή τους πάλη.

Οι επιθέσεις κατά μεταναστών, οι ρατσιστικές διανομές ειδών διατροφής, οι ένοπλες περιπολίες, η διείσδυση στην αστυνομία και η δολοφονία αντιφασιστών· με όλα αυτά, θα έπρεπε να καταλάβουμε τελικά ότι αυτό το φιλμ το είδαμε κιόλας, κι ότι η Ελλάδα είναι παντού.
Εμείς δε θέλουμε να εκδηλώσουμε κενή “συντριβή” λόγω του θανάτου του συντρόφου Παύλου Φύσσα “Killah P”, αλλά μόνο το θυμό μας. Θα συνεχίζουμε κάθε μέρα την αντιφασιστική πάλη στην επικράτεια. Μόνο σ'αυτόν τον τρόπο θα μπορέσουμε να εκδηλώσουμε την αλληλεγγύη μας, όχι μόνο με λόγια, αλλά αυθεντική και αποτελεσματική.

Ο ΠΑΥΛΟΣ ΖΕΙ ΚΑΙ ΠΑΛΕΥΕΙ ΜΑΖΙ ΜΑΣ
ΟΙ ΙΔΕΕΣ ΜΑΣ ΔΕ ΘΑ ΠΕΘΑΝΟΥΝ ΠΟΤΕ
Συνελεύση της Κομμουνιστικής Αποθήκης – Φλωρεντία - Ιταλία

domenica 30 giugno 2013

5 luglio: Repressione e carcere. Assemblea-dibattito.


Il CPA Firenze Sud e il Collettivo del Fondo Comunista organizzano

ASSEMBLEA-DIBATTITO

Generalizzazione della repressione come sistema di controllo
 Morti nei commissariati e nelle carceri 
Carcere e sua articolazione 
Condizioni della prigionia politica 
L'utilizzo del reato di associazione a delinquere contro i movimenti politici e sociali

INTERVERRANNO: 
Collettivo Olga 
Collettivo Fuori Luogo 
Libera Officina 1° Maggio 
 
Venerdì 5 luglio 2013
Fondo Comunista – Via Rocca Tedalda 277
Tel. 366-3925033 – Bus 14 via Ripa
Treno: Fermata FS Rovezzano

Ore 19 Apericena
Ore 20.30 Iniziativa con proiezione di audiovisivo

In occasione della Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero, il 19 giugno scorso, abbiamo pensato di organizzare questa iniziativa concreta per approfondire e trovare una maggiore conoscenza sullo sviluppo del processo di consolidamento di questo sistema, e sull'articolazione della repressione sia a livello culturale che a livello militare. Crediamo che la repressione e il carcere, in questo momento di sfaldamento irreversibile del sistema capitalista, abbiano raggiunto una funzione necessaria per la semplice sopravvivenza del sistema che, quindi, non ne può più fare a meno oramai a livello preventivo e di controllo come non può fare a meno della costruzione della forma culturale atta a garantire l'assoggettamento al sistema stesso. Nel momento in cui il sistema impone la sua “legalità” come parametro discriminante e confine tra la sottomissione condizionata e la galera, la storia e l'analisi del passato e del presente sono un'arma irrinunciabile come altre.

mercoledì 17 ottobre 2012

CARC: Tutti assolti a Bologna!


La notizia è appena arrivata: i compagni del partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC), imputati a Bologna in processo (istituito nel 2003) per associazione sovversiva in base ai famigerati articoli 270 e 270bis, sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste. Ancora una volta, quindi, l'ennesimo tentativo di affibbiare ai compagni dei reati associativi da parte di GIP e procuratori asserviti, non regge al dibattito processuale e viene sbugiardato come, del resto, avviene regolarmente.

Assieme ai compagni dei CARC erano imputati nel medesimo processo anche altri compagni del Partito Comunista dei Lavoratori, di ASP (Associazione di Solidarietà ai Detenuti Politici) e di altre realtà proletarie e antagoniste. Il processo si è quindi concluso con un non luogo a procedere generalizzato.

A questo, e per l'ennesima volta, ci sarebbe da pensare (e soprattutto da agire) riguardo ai tanto strombazzati "reati associativi" che, ovunque in Italia, vengono periodicamente affibbiati alle varie realtà di lotta (organizzazioni antagoniste, centri sociali ecc.) con tanto di battage mediatico. In Italia esiste tutta una serie di esponenti della cosiddetta "magistratura" che si occupano della fabbricazione ad arte di accuse ridicole nei confronti dei compagni e delle compagne; quel che purtroppo non c'è di ridicolo in tutto questo, sono gli arresti (in carcere o domiciliari) e gli altri provvedimenti giudiziari che accompagnano queste autentiche idiozie. Basti pensare a quanti compagni (comunisti, anarchici, NO TAV ecc.) si trovano ancora in galera grazie alle prodezze dei vari "dottori" e delle "dottoresse" delle varie procure. Compagni ai/alle quali, vogliamo ribadirlo, va ancora una volta tutta la solidarietà del Collettivo del Fondo Comunista.

Procedimenti infiniti che si trascinano per anni e anni, con un enorme dispendio di denaro pubblico, per poi essere facilmente smontati in aula anche da un avvocato alle prime armi, in quanto regolarmente basati su niente. Le ovvie conclusioni non possono essere che due: o i procuratori sono degli incapaci che non conoscono neppure l'ABC del diritto penale, oppure -con molta più probabilità- non fanno altro che obbedire a un preciso disegno politico-mediatico di repressione e criminalizzazione di ogni realtà di opposizione autentica. Non importa poi essere sbugiardati a dibattimento dopo un decennio: quel che conta è la pressione costante sui movimenti antagonisti e sulle realtà proletarie e di lotta, accompagnata dai fedeli latrati degli scribacchini di regime e dei loro fogliacci di carta da culo.

Ai compagni e alle compagne dei CARC (alcuni dei quali si riuniscono a Firenze proprio presso il Fondo Comunista) va tutto il nostro abbraccio, che va ben oltre la semplice solidarietà. A tutti coloro che ancora sono in carcere o comunque sottoposti a provvedimenti restrittivi, rinnoviamo il nostro impegno quotidiano per liberarli e diffondere controinformazione militante.

No pasarán!

martedì 25 settembre 2012

29-30 settembre 2012: Rugbysti a sostegno della Valle


Un torneo di rugby no tav perché noi rugbisti siamo profondamente legati alla terra.
Essa ci accoglie tra le sue braccia dopo un placcaggio, ci sostiene nelle mischie, ci da rifugio nelle ruck. Per noi il fango non è una cosa sporca, ma un elemento che attenua le botte, che annulla le differenze. Nel fango ci ritroviamo fratelli seppur con maglie di colori diversi. La cosa più importante nel rugby è il sostegno, l’appoggio dei compagni, la mutua solidarietà: quella che vediamo all’opera ogni giorno nel popolo della Val di Susa che resiste. Per noi la solidarietà è importante, è il sale della vita. E’ un valore che ci ha portato a spalare fango a Firenze e nel Biellese nel ‘68 a Genova, in Friuli, in Irpinia e a morire a l’Aquila. Giochiamo per portare il nostro sostegno alla Valle che resiste con le unghie e con i denti, con le ultime briciole di fiato, nei propri 22. Singoli rugbisti da varie città e regioni italiane partecipano per condividere gli stessi valori, le stesse intenzioni, la stessa gioia di difendere e proteggere quella terra che è la nostra terra. Perchè ogni singola zolla della Val di Susa diventi i nostri 22 e nei nostri 22 sempre è...

...E SEMPRE SARA’ DURA

Solidarietà a tutti i NO TAV colpiti dalla repressione in Val di Susa come a Firenze.

PROGRAMMA
SABATO 29: ACCOGLIENZA AL CPA FI-SUD
18.00 interventi, controinformazione e video
20.00 aperitivo
21.00 cena popolare
21.30 concerto di solidarietà con Quarantena e PussyDogs Blues

DOMENICA 30 TORNEO DI RUGBY
8.30 ritrovo al CPA
9.00 presso il campo sportivo Albereta-San Salvi, Via di Villamagna n 150.
14.00 terzo tempo al CPA FI-SUD

La partecipazione al torneo è individuale con iscrizione di 15 euro comprensiva di T-Shirt dell’evento e terzo tempo.
Possibilità di campeggio e pernottamento Info 388 9537974 (orario 17-19) rugbistiperlavalle@gmail.com

sabato 9 giugno 2012

Il Fondo Comunista ha 20 anni: Iniziativa il 23 giugno



FONDO COMUNISTA:
20 anni di attività, socialità e lotta

Sabato 23 giugno 2012
a partire dalle ore 16 al Fondo Comunista
via di Rocca Tedalda 277, bus 14 capolinea via Ripa, tel. 366/3925033

Decine di organismi di lotta, dai territori alla scuola, dalla fabbrica al quartiere, tentano di resistere alle imposizioni di questo sistema oramai marcio e alla frutta.
Ciò che ci impedisce di rompere l'oppressione, l'imposizione di sistemi di vita legati al profitto e allo sfruttamento, è la condizione di isolamento che questo sistema ha creato attorno ad ogni situazione ed organismo di lotta.
L'unica uscita è rompere l'isolamento e farci costruttori di un futuro.
ORE 16: PARLIAMONE TUTTI ASSIEME.

Seguiranno:
ORE 18.30 C0NCERT0 con HC, Skarnemurta, Kuarantena
ORE 19.30 CENA-BUFFET di solidarietà, euro 7.00


sabato 2 giugno 2012

Antonio Ginetti è libero. In provincia di Pistoia.


Dicono che le vogliono abolire, le province; però, quando si tratta di utilizzarle per limitare i movimenti di qualcuno che, per un dato periodo, è rimasto imprigionato per le fantasie su ordinazione di qualche eroico procuratore (ogni riferimento al Casellon de' Caselloni è puramente intenzionale), allora i confini provinciali funzionano sempre a pieno regime. Insomma, partiamo dalla cosa più importante: Antonio Ginetti è fuori. Fuori dalla galera, che essa fosse rappresentata prima da un edificio apposito, e poi da casa sua. Nell'edificio apposito c'era entrato il 26 gennaio scorso, durante il blitz caselliano contro il movimento NO TAV; qualche tempo dopo, la galera si era trasferita nella sua bella casa. Non crediate, se parlo di "bella casa", che io intenda parlare di una villa, o di un superattico, o di cose del genere; per me una bella casa è anche un buco, quando questo buco rispecchia in ogni centimetro quadrato una vita, le sue lotte, le sue lacrime e le sue meraviglie che non cedono.

Per uscire dalla galera, comunque essa fosse costituita, Antonio Ginetti ha dovuto farsi venti e più giorni di sciopero della fame, e non di quelli alla marcopannella. Ha dovuto rompere i coglioni quando "chi di dovere" si attendeva sottomissione. Antonio Ginetti rappresenta invece l'essenza stessa di una bella parola francese, insoumis. E così, stasera, una bellissima serata di prima estate dove non s'avvertiva traccia alcuna né delle loro parate e né delle loro "repubbliche democratiche", siamo andati a festeggiarlo proprio sotto casa sua, che era tornata appena ad essere una casa a tempo pieno. Ne ha conosciute, di galere, Antonio Ginetti. E se le è fatte tutte da uomo libero dentro. Essere liberi dentro, e rimanerlo a dispetto di tutto, è una cosa che non piace ai servi degli atti ufficiali. E, infatti, proprio un atto ufficiale stasera Antonio ha voluto leggere, definendolo uno dei più bei complimenti che gli siano stati fatti. "Un complimento così", ha detto Antonio, "lo si può fare o per grande amore, o per grande odio. Poiché mi è stato fatto da chi, ancora, mi rifiutava la libertà, è un complimento che è frutto dell'odio puro, ma non per questo mi dà minore soddisfazione". Era, in pratica, il documento con il quale, non più di due o tre giorni prima della decisione del Tribunale del Riesame che ha mandato libero Antonio Ginetti, il GIP (una tipa con uno di quei cognomi che ti fanno già da soli capire che si tratta di una mandaingalera di merda) "esprimeva parere sfavorevole" alla sua scarcerazione definendolo "persona dal comportamento non collaborativo e refrattaria a qualsiasi sottomissione", o roba del genere. Non sono le parole esatte, e io non giro col taccuino; ma il concetto è quello. Un insoumis. Ho, a tale riguardo, ritenuto opportuno di andare brevemente al microfono sistemato in piazza, per ricordare che tali parole mi ricordavano da vicino la definizione di "insuscettibile di ravvedimento" che l'autorità fascista usò sulla scheda di Alfonso Failla.

Era allegro, Antonio. Mangiava poco, con attenzione estrema; dopo venti e più giorni di sciopero della fame vero, del quale ha tenuto un resoconto meticoloso diffondendo comunicazioni attraverso i canali antagonisti, non doveva certamente esagerare. In piazza, sotto casa sua, non era soltanto una festa, pur comprensibile: era un vero e proprio presidio NO TAV in pieno centro di Pistoia. E gli è stata messa, a Antonio, anche una canzone che (lo) dice praticamente tutto, senza sbagliare un accento: Ma chi ha detto che non c'è di Gianfranco Manfredi. Naturalmente, a breve distanza e riconoscibilissimi anche da un bambino piccolo, c'erano due o tre sbirri a sorvegliare. C'è chi ha proposto di portar loro gentilmente un bicchiere di vino (previa sputata e/o pisciata nel bicchiere, of course). Non è mancato neppure un soave brindisi al Casellon de' Caselloni, che Iddìo gli conceda tanta salute (ma anche no). Poi mi fermo qui, perché questo non è e non vuole essere il "resoconto di una festa", bensì di un momento di lotta che non si ferma e non si fermerà. Allegro quanto si vuole, perché un compagno che esce di galera genera allegria (ma Antonio, come ha detto lui stesso, riesce ad essere allegro anche dentro, e gliela sbatte nel muso a quelli, la sua allegria); ma la lotta non viene meno, in nessun momento. Sarà bene che se ne ricordino, ivi compresa la Cancellieri che parla di "pacificazione".

Antonio Ginetti, come dicevo all'inizio, per il momento non può uscire dai confini della provincia di Pistoia. Sarebbe bello, mi è venuto da pensare, organizzare presìdi alle frontiere. A Agliana, a Ponte della Venturina, nella "Svizzera Pesciatina". Ma, tanto, figuriamoci se un Antonio Ginetti ha confini. Ha fatto un'intervista di 36 minuti a Radio Blackout (di Torino) raccontando tutta la sua vita e tutte le sue lotte; chissà se i limitatori giudiziar-provinciali intendano istituire anche le provincie dell'etere. Basterebbe questo per far capire quanto siano fuori dal mondo, e quanto in fondo, nonostante il loro schifoso mestiere sia quello di mettere in galera chi combatte per un mondo migliore, in galera ci siano più loro che noi. Sono nella galera della loro schiavitù volontaria che vorrebbero estendere a tutto e tutti, senza riuscirvi. Stanno in provincia di Servia, e dai suoi confini non usciranno mai.

NB. Articolo scritto da un compagno che frequenta il Fondo Comunista, per questo l'articolo è in prima persona. Ma quasi l'intero Fondo era presente a Pistoia. Antonio Ginetti si vede spesso al Fondo, e tutti speriamo di rivedercelo assai presto.